E’ già passato un anno

mercoledì, 16 luglio 2008
Un anno fa, domani, avevamo l'aereo per raggiugnere Parigi. Il tempo è davvero volato. 12 mesi passati in un batter di ciglia...che nostalgia...

Ricordo tutto nei minimi dettagli: la casa, la metro, la vita per tornare a casa, i canali della tv, la vista dal terrazzo...

Ho promesso a me stessa che un giorno tornerò in Rue de Vaugirard.

Da Figline Valdarno è tutto, un bacio.
PelleSplendida alle 12:38 in: pensieri
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Dernière Nuit

giovedì, 16 agosto 2007
Abbiamo appena passato l'ultima notte ufficiale a Parigi.
Stanotte dormiremo in aereoporto e domani mattina saremo ad Amsterdam per poi tornare a casa lunedì. Mi scappa da piangere. Non voglio lasciare questa città, qui mi sento troppo bene.

Nelle ultime ore disponibili sto cercando disperatamente un negozio per mancini!!!


Vi lascio con una bella cover, meglio dell'originale
PelleSplendida alle 10:50 in: pensieri, musica, video, preparativi, artisti, consigli musicali
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-3

lunedì, 13 agosto 2007
Mercato delle Pulci
Saint Germain des pres
Saint Sulpice
Città universitaria
Colette

Questa la lista delle cose fatte oggi...mancano solo 3 giorni, bisogna correre!!!


Ci mancherà tanto questa casa

SpOOn^Man alle 21:48 in: arte, mappe, divertimento, mercati
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SCIPPO A PARIGI- GIORNALISTA LECCESE IN COMA

lunedì, 13 agosto 2007
Vacanza tragica, a Parigi, per un giornalista sportivo leccese. Sergio Vantaggiato, 41 anni, commentatore dell'emittente televisiva privata TeleRama, si trova ricoverato in coma in un ospedale della Capitale francese, in seguito alle ferite riportate dopo un tentativo di scippo. Assieme alla compagna, il figlio ed il fratello, ieri sera il giornalista si trovava nella metropolitana, quando e' stato affrontato da due giovani che volevano scippargli il borsello. Vantaggiato ha reagito, e durante la colluttazione e' caduto battendo il capo. I malviventi sono riusciti a fuggire.


Ci siamo rimasti malissimo.
PelleSplendida alle 19:16 in: pensieri, italiani
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i marchés découverts

lunedì, 13 agosto 2007
Sono ben 57 i marchés découverts (mercati all’aperto) che invadono le piazze cittadine due o tre volte alla settimana. Tra questi, merita segnalazione il variopinto mercato di Rue Mouffetard, nel cuore del Quartiere Latino. La piacevolmente caotica Rue Mouffetard ospita la popolazione universitaria della città e i suoi vivaci bar, che si alternano ai negozi di alimentari lungo l’angusta e ripida Rue Commerçante, tanto amata da Ernest Hemingway. Questa è la strada di mercato più pittoresca di Parigi. Piramidi di frutta, conigli e polli appesi, oltreché negozi di formaggi dall’odore squisitamente penetrante, la rendono un vero e proprio banchetto itinerante.
A pochi passi dalla Senna, Place Maubert domina Saint-Germain-des-Prés, la parte più elegante di questo quartiere bohémien. Un piccolo e vivace assembramento di bancarelle colora i marciapiedi di questo triangolo di stradine che s’intersecano l’una con l’altra, mentre i caffè, situati su un lato del mercato, offrono una piacevole occasione per una breve pausa dallo shopping.
Rue Cler rappresenta una boccata d’ossigeno in un quartiere soffocato dall’imponente presenza di molti edifici governativi. Situato vicino alla Tour Eiffel, in una viuzza isolata che viene invasa dalle bancarelle di molti negozi di alimentari di lusso, il mercato di Rue Cler ha l’atmosfera di una festa di quartiere, dove tutto il vicinato, dagli yuppie alle massaie, si riversa all’aperto.
Un canale sotterraneo scorre sotto Boulevard Richard Lenoir, formando un ampio e aperto spazio sovrastante che molti considerano come perfetto esempio di mercato rionale di Parigi. Il marché Bastille è anche uno dei più grandi: qui è possibile trovare una dozzina di bancarelle per ogni tipo di cibo in offerta. Anche l’atmosfera che si respira è simpatica, animata da scambi di bises (baci) e battute tra gli abitanti della zona e gli ambulanti, dietro a gigantesche casse di indivia, zucchine, peperoni e porri.
Per chi segue il trend del prodotto biologico, il mercato Batignolles-Chicly (tra Rue des Batignolles e Rue Puteaux) è uno dei tre marchés bio (mercati biologici) della capitale, dove la produzione e la vendita di produits sans chimiques (prodotti naturali, senza additivi) sono regolamentate da severe leggi di governo. Qui potete rifarvi gli occhi con le gallettes de blé calde (crêpes di frumento), le generose forme di pane e i dolci integrali, gli yogurt e gli ortaggi freschi e invitanti. Gli altri mercati biologici sono il Raspail, situato tra Rue de Rennes e Rue du Cherche Midi, e il Saint-Charles, che si trova sull’omonima strada.
Segnaliamo in ultimo il marché Saint-Quentin, che rappresenta uno dei 18 marché couvert (mercati al coperto) di tutta Parigi. Gradita tregua al freddo invernale, i mercati al coperto sono stati i molto più eleganti precursori dei moderni centri commerciali. Costruito nel 1866, il mercato Saint-Quentin consiste in una lunga serie di corridoi labirintici fiancheggiati da bancarelle che vendono prelibatezze di ogni genere. Un piccolo caffè, dove i venditori si riposano nel pomeriggio, e una fontana al centro, rafforzano l’illusione di trovarsi in “una città nella città”.

Nonostante il mercato si chiami appunto di “St-Quen”, in effetti, non ci si arriva dalla Porte de St-Quen, bensì dalla Porte de Clignancourt, l’antica strada verso la Manica.
Aperto ufficialmente dalle 7:30 alle 19:00 (ufficiosamente, dalle 5:00 del mattino!) il marché aux puces de St-Quen rivendica la sua fama di mercato delle pulci più grande del mondo. Il nome “pulci” deriva dallo stato in cui si trovavano i materassi, i vestiti e altra paccottiglia di seconda mano in vendita quando il mercato, all’inizio, si teneva nella terra di nessuno, fuori dalle mura della città.
Oggi però è soprattutto un vero e proprio mercato antiquario, molto caro, che tratta in primo luogo mobili ma anche cianfrusaglie tipo vecchi banconi da bar, telefoni, semafori, manifesti, juke-box e pompe di benzina. Ciò che resta del settore “straccivendoli” è confinato nei tratti più distanti di Rue Fabre e Rue Lécuyer.

(figurella.it)

SpOOn^Man alle 00:01 in: arte, divertimento, mercati, artisti
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tutti siamo nati anni '80

domenica, 12 agosto 2007
Fuori diluvia, non so che fare.
Omaggio agli anni '80

De toutes les matières, c'est la ouate qu'elle préfère
Passive, elle est pensive, en négligé de soie



Etienne di Guesch Patti


A cause des garçon - A cause des garçon

Vanessa Paradis, Joe le Taxi
PelleSplendida alle 17:50 in: musica, video, anni 80, artisti, ballo, consigli musicali
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da vinci syndrome

domenica, 12 agosto 2007
Il meridiano di Parigi e il Louvre

Effettivamente centotrentacinque medaglioni di bronzo incastonati nel selciato urbano attraversano la capitale di Francia, seguendo la linea dell’«originale primo meridiano», il meridiano di Parigi che in Francia venne considerato “primo” fino all’universale affermazione in questo ruolo di quello di Greenwich. «Langdon una volta aveva seguito la fila da Sacré-Cœr, a nord della Senna, fino all’antico osservatorio di Parigi. Laggiù aveva scoperto il significato di quel cammino sacro… l’antica linea della Rosa di Parigi». Cammino sacro? Antico? I medaglioni risalgono 1994 e sono Les clous d’Arago, il più grande monumento di Parigi, dedicato dall’artista olandese Jean Dibbets a François Arago (1786-1853), fisico e politico francese considerato padre della divulgazione scientifica.
Effettivamente hanno impresse le lettere N per nord e S per sud, ma anche il nome Arago, cosa che Langdon dimentica, affermando inoltre erroneamente sia che la linea passerebbe per Saint-Sulpice sia che passerebbe per la Rosslyn Chapel, dal cui nome deriva la geniale di Brown: da Rosslyn a Roslin e Rose Line (in italiano Linea della Rosa), ovvero la discendenza di Maria Maddalena e quindi le nozze di Gesù e il Sang Real, alias Graal.
Quattro dei medaglioni si trovano inoltre nel perimetro del Louvre, dove il romanzo inizia e finisce. Nelle fasi iniziali Sophie Neveau, nipote di Jacques Saunière, curatore del museo più famoso, stacca dal supporto La vergine delle rocce di Leonardo da Vinci e minaccia di «sfondare la tela»; peccato che,a differenza di quanto il libro ed il film inducono a pensare, l’opera misura 122 centimetri per 199, a cui vanno aggiunti il peso e le dimensioni della cornice, circa 15 cm tutt’intorno, che la minuta Sophie non avrebbe mai potuto staccare a mani nude e maneggiare da sola, essendo in totale più alta di lei di circa mezzo metro.
Alla fine troviamo Langdon in una «vasta sala» inginocchiato davanti al Graal, il reliquiario «della regina cancellata dalla Storia», Maria Maddalena, la piramide inversa costruita nel 1993 dalla sfinge François Mitterand, il predidente socialista che aveva voluto costruire la piramide con 666 lastre di vetro, con evidenti implicazioni esoteriche, cabalistiche, eccetera. Peccato che le lastre siano in realtà 603, cui si aggiungono 70 triangoli per un totale di 673 pannelli; e forse non è un caso che la «vasta sala» per illuminare la quale è stata costruita la piramide inversa sia stata battezzata Carrousel du Louvre: si tratta della zona commerciale del museo dimora di Belfagor.




Saint Sulpice


Incassata nel pavimento di granito grigio, una sottile striscia d’ottone luccicava in mezzo alla pietra, una linea dorata che tagliava il pavimento della chiesa. Sulla striscia erano tracciati segni regolari, come su una riga millimetrata. A Silas era stato detto che era uno gnomone, uno strumento astronomico pagano della famiglia delle meridiane. Turisti, scienziati, storici e pagani di tutto il mondo si recavano a Saint-Sulpice per vedere quella famosa linea.

Uno strumento astronomico pagano? Mi piacerebbe vedere un orologio cristiano, distinguerlo da uno musulmano, bere il tè quando rintocca le cinque riproducendo il suono del Big Ben una pendola anglicana. A parte la facile ironia, in una conversazione normale nessuno si porrebbe il problema che la religione di chi inventò la clessidra, o la ruota, o il telefono potesse condizionare l’invenzione stessa. Altrimenti molti di noi avrebbero grandi remore a guidare l’auto. Ma magari, presi dalla lettura, a questo non si pensa.

Per fare un esempio qualsiasi, comunque, alla Certosa di Firenze, costruita nel XIII secolo e dove oggi vivono alcuni monaci cistercensi, c’è uno gnomone con incisi i mesi e i segni zodiacali.

Interessante è poi notare le categorie dei visitatori della chiesa: Brown può distinguere i turisti dagli studiosi forse perché i secondi non portano i bermuda e un cappello di paglia con scritto “Venezia”… ma i pagani?

Brown continua (p. 116):

Molto prima che fosse fissato Greenwich come meridiano zero, la longitudine zero del mondo passava per Parigi e la chiesa di Saint-Sulpice. La linea di ottone che attraversa la chiesa era un tributo al primo meridiano zero, e anche se Greenwich ha tolto a Parigi l'onore nel 1888, l'originale Linea della Rosa è ancora visibile oggi”.

Anche se fosse vero (ma lo era solo per i Francesi, dato che ogni Paese aveva il proprio meridiano zero dall’epoca delle grandi scoperte geografiche fino al 1884, quando iniziarono le riunioni per stabilire un meridiano zero universalmente valido), cosa comporterebbe il passaggio del meridiano zero a Parigi? Niente, se non un altro po’ di atmosfera occulta al romanzo.

Ma il fatto è che questo non è neppur vero. L’idea che la linea della meridiana di Saint Sulpice avesse qualche importanza è del solito Pierre Plantard, l’inventore del Priorato di Sion, che nel 1978 nell’introduzione ad una ristampa de La vraie langue celtique di Henri Boudet (1886) cercò di dimostrare l’esistenza di una immaginaria “linea della rosa” che attraverserebbe Saint Sulpice e la congiungerebbe colla cittadina di Rennes-les-Bains, sede di presunti tesori celtici. Naturalmente, basta prendere una carta geografica per vedere come il tutto non funzioni...

Il vero meridiano zero (o meridiano di Parigi) sta a cento metri ad est della chiesa, e passa per l’Observatoire de Paris, lì stabilito fin dal 1718. La linea di ottone che attraversa la chiesa e termina nell’obelisco (terminato nel 1744 dal Lemonnier) non è l’indicazione del passaggio di un meridiano, ma è semplicemente la necessaria parte dello strumento astronomico, con lo scopo di misurare il tempo e osservare il moto del sole: ce ne sono di simili in grandi chiese di tutta Europa, in Italia anche a Firenze, Bologna, Roma. A Bologna, nella Basilica di San Petronio, c’è la linea meridiana più lunga del mondo (67 metri).

È troppo pretendere che uno scrittore apprezzi la differenza tra meridiano e meridiana?

(codicedavinci.leonardo.it)

PelleSplendida alle 17:15 in: libri, cinema, arte, artisti
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happy hour

sabato, 11 agosto 2007
A Parigi se volete bere a prezzi decenti è quella di ricorrere agli Happy Hour.
Dalle 17,00 alle 21,00 bevute a metà prezzo, ovvero il prezzo normale a casa nostra.
6,00€ per un cocktail dopo le 21,00 diventano 12,00€ e non è per niente bello.
Quindi stasera abbiamo cenato prestissimo e alle 8 siamo usciti di casa.
Siamo andati di nuovo nel Quartiere latino (ieri sera eravamo stati al Polly Maggoo) in un locale normale, un pò anonimo.
Io ho preso un coso buono, dolce, al melone e Ale il classico Long Island. Leggerini ma buoni.
Fortunatamente siamo entrati poco prima delle 21,00 e abbiamo speso la metà.
Usciti era ancora giorno e mi ha fatto un effetto stranissimo.
Da noi si esce e si vede l'alba, qui a Parigi (per prendere la metro) si esce presto e si vede il tramonto. All'una tutti a casa.
Avevo fame: sushi. Davanti a Cluny abbiamo preso del sushi à emporter e l'abbiamo mangiato su una panchina.
Poi siamo andati in Place de la Bastille. Bella di sera e molto viva. Ci sono un sacco di ragazzi e di localini molto carini. Ci torneremo sicuramente.
Non ancora contenti abbiamo ri-sfruttato il nostro abbonamento della metro (il sabato si trovano un sacco di tipi strani) e siamo andati sui Campi Elisi.
Abbiamo beccato una rissa. Che spettacolo! Io volevo fare il filmino ma Ale mi ha tirato via, in compenso a tirarmi una bella botta nella schiena c'ha pensato uno sbirro parigino. Qui non scherzano, mica come da noi!!!
Per finire abbiamo beccato un gruppo spettacolare di breack dance. Bravissimi.

L'unica pecca della serata (meravigliosa) è che adesso Parigi è troppo piena di turisti. Non si riesce più a girare bene da nessuna parte. E' tutto pieno di turisti cafoni e maleducati (in cima alla lista, mi duole dirlo, spagnoli e giapponesi). Quando siamo arrivati era tutta un'altra storia.

A domani!
PelleSplendida alle 23:58 in: pensieri, arte, divertimento, locali, vivere, ballo
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Dalida, une vie...

sabato, 11 agosto 2007
(lo scrivo così mi ricordo di andarci )


Paris accueillit la jeune Yolanda Gigliotti, Miss Egypte aux cheveux de jais et aux yeux bordés de khôl et la vit se transformer en Dalida, sirène blonde gansée de strass, et reine incontestée des shows et du disco.
De la fraîcheur de Bambino à l’envoûtant duo Paroles, paroles avec Alain Delon, du petit bikini aux interprétations des plus grands poètes, Dalida, tragédienne naturelle de la scène, aura osé tous les styles musicaux, lancé danses et modes vestimentaires et sut rester populaire auprès de tous les publics.

Exposition DalidaDisques d’or, de platine, de diamant, plus de 2 000 chansons enregistrées, des milliers de kilomètres parcourus, du Japon au Québec, du Liban aux pays de l’Est. Dalida ne s’épargnait pas, travaillait tout le temps, artiste complète totalement vouée à son art.
A l’occasion de cette exposition, la Ville de Paris offre au regard du public images et documents souvent inédits : robes somptueuses où la silhouette gracile de Dalida reprend corps, archives INA qui disent l’étonnante modernité de la chanteuse, extraits de ses films où sa présence (notamment dans Le Sixième Jour de Youssef Chahine) crève l’écran.


Exposition DalidaPour raconter les différentes facettes de sa vie artistique, Jacques Pessis, commissaire général de l’exposition et spécialiste du music-hall, s’est adjoint les conseils avisés de Laurence Benaïm pour la mode et de N.T. Binh pour le cinéma sous le regard attentif d’Orlando, frère et producteur de Dalida.
Dalida, une vie...est un hommage éclatant et élégant à la femme intelligente et brillante que fut Dalida. Une artiste unique au parcours exceptionnel.



Puce culture Hôtel de Ville - Salle St Jean
Du 11 mai au 8 septembre.
Entrée libre et gratuite tous les jours sauf dimanche et fêtes : 10h / 19h
(fermeture des portes à 18h15)
PelleSplendida alle 17:49 in: musica, arte, foto, artisti, consigli musicali
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...scoprire le cose tardi....vabbè!

sabato, 11 agosto 2007
Pour la septième année consécutive, le Forum des images vous invite à passer vos soirées d'août à la belle étoile, devant un beau film : que rêver de mieux ? Chaque soir, dans un quartier différent, le public visite un lieu parisien à travers les yeux d'un cinéaste en découvrant classiques ou films d'aujourd'hui, films historiques ou comédies, ayant tous en commun Paris comme décor. Pour ouvrir et clore les festivités, deux films américains prestigieux - Victor Victoria et Moulin Rouge - subliment le Paris nocturne des artistes et des cabarets : à la nuit tombée, le projecteur s'allume, le grand écran s'illumine… la Ville lumière porte bien son nom ! 
PER IL PROGRAMMA COMPLETO ANDATE QUI http://clairdelune.forumdesimages.fr/prog.pdf

PelleSplendida alle 17:47 in: pensieri, cinema, arte, divertimento, vivere
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